IL PUNTO SU UBER NOLEGGIO E CONTROLLI: IL FUTURO DELLE PIATTAFORME DIGITALI

IL PUNTO SU UBER NOLEGGIO E CONTROLLI: IL FUTURO DELLE PIATTAFORME DIGITALI

IL PUNTO SU UBER NOLEGGIO E CONTROLLI: IL FUTURO DELLE PIATTAFORME DIGITALI

di Renato Salvini

Il settore del trasporto di persone è certamente uno di quei settori direttamente ed immediatamente legato all’innovazione tecnologica ed al cambiamento di abitudini sociali dei cittadini. In questo settore la storia di UBER in Italia è una di quelle storie che più di ogni altra contraddistinguono un contesto economico moderno da uno invece antico di tipo monopolistico. Approdata in Italia nel 2013 dopo il successo negli USA e in molti altri paesi l’azienda americana, o meglio l’app del trasporto condiviso UBER, si prefiggeva di rivoluzionare il mondo della mobilità urbana, ma da subito si è scontrata con la burocrazia di un impianto normativo non adeguato rispetto alla tecnologia e con difese protezionistiche, che sembrano limitare lo sviluppo imprenditoriale legato alla digitalizzazione.

LA STORIA

L’avvento dell’innovativa piattaforma che in altri Stati ha senza dubbio stravolto le abitudini sociali in ambito di mobilità urbana non è stato accettato in primis dai tassisti che hanno iniziato una battaglia giudiziaria contro l’App Uber, culminata in un atto rappresentato dall’Ordinanza del Tribunale di Milano del 2 luglio 2015: questa Ordinanza ha bloccato il servizio fornito mediante app UBERPOP ed ha accolto il ricorso dei tassisti basata su una presunta “concorrenza sleale”.

In verità le lamentale dei taxisti erano fondate, considerato che con Uber pop chiunque poteva diventare “tassista” e realizzare una vera e propria attività commerciale i cui guadagni appaiono difficilmente controllabili dal punto di vista fiscale ma soprattutto chiunque poteva esercitare senza una verifica dei requisiti di professionalità, richiesti invece dalla legge nazionale n. 21/92 ai taxisti ed ai noleggiatori.

Ricordiamo infatti che per ottenere una licenza taxi o NCC è necessario in base alla vigente normativa non solo avere la patente di guida di tipo B ma in particolare il CAP, il Certificato di Abilitazione Professionale, conosciuto anche con il nome di Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) il cui ottenimento è legato alla frequenza di un corso e al superamento dell’apposito esame. In aggiunta al CAP è necessaria anche l’iscrizione al ruolo di conducente, per il servizio pubblico non di linea, presso la Camera di Commercio della propria provincia previo superamento di un esame. Non ultimo, la licenza comunale taxi o NCC si ottiene a seguito della partecipazione e vincita di uno specifico Bando pubblico, tutte caratteristiche dunque NON possedute da tutti coloro che privati cittadini, attraverso l’App UberPop, intendevano esercitare il servizio di trasporto di persone.

Ecco dunque motivato il ricorso al Tribunale di Milano da parte dei taxisti ed il blocco di UberPop del 2015 disposto dal giudice in via cautelare, così come l’inibitoria del servizio, perchè secondo il Tribunale UberPop non forniva vantaggi alla collettività e svolgeva di fatto l’attività di taxi senza però che i conducenti privati fossero in possesso della licenza. Il giudizio del Tribunale di Milano all’epoca è stato molto netto definendo UberPop come interferente con il servizio taxi svolto dai titolari di licenze arrivando ad affermare che l’app poteva rappresentare “un vero salto di qualità nell’incrementare e sviluppare il fenomeno dell’abusivismo”. Si legge nell’Ordinanza addirittura che “ la richiesta di trasporto trasmessa dall’utente mediante l’app appare di fatto del tutto assimilabile al servizio di radio taxi”.

Concorrenza sleale dunque, secondo il Tribunale di Milano, tenuto conto dei prezzi più bassi praticati dagli autisti di Uber Pop per il fatto di non avere gli stessi costi fissi che un tassista normalmente deve sostenere. Nella Ordinanza del 2015 si legge anche: “La mancata soggezione degli autisti UberPop ai costi inerenti al servizio taxi consente l’applicazione di tariffe sensibilmente minori rispetto a quelle del servizio pubblico e non praticabili da tassista”.  L’illecito sviamento così determinato di fatto comporta un’alterazione dell’adeguatezza del tariffario imposto ai tassisti in quanto modifica anche il quadro complessivo dei fattori economici che concorrono a determinarlo in concreto (aumento incontrollato dell’offerto) e determina altresì ulteriori profili di scorrettezza concorrenziale consistente nella sottrazione degli autisti UberPop dagli altri oneri e limiti cui i tassisti sono vincolati (rispetto di turni prefissati anche in orari in cui la domanda è minore) e che incidono anch’essi sulla redditività dell’attività economica di questi ultimi”.

Ma dopo il primo atto la battaglia giudiziaria è proseguita e nel 2017 i servizi “Uber Pop” e “Uber X” vengono vietati dal Tribunale di Torino con sentenza del 22 marzo 2017, mentre il Tribunale di Roma sempre nel 2017 con Ordinanza 7 aprile 2017 aveva disposto il blocco addirittura del più oneroso servizio denominato UberBlack, che consente il noleggio tramite app di una berlina nera con conducente professionista.

In pratica, l’app UberBlack a differenza della Uber Pop e della UberX utilizza per lo svolgimento del servizio degli autisti professionisti titolari di licenza Taxi o noleggio con conducente, mediante berlina nera . Tuttavia l’inibitoria di questo servizio UberBlack che per lo meno nella teoria costituiva un vero e proprio servizio di NCC è durata poco e sempre il Tribunale di Roma con la pronuncia del 26 maggio 2017 ha revocato la propria precedente ordinanza del 7 aprile 2017 sdoganando cosi e rendendo lecito l’utilizzo della Uber Black, app che ad oggi dovrebbe essere considerata regolarmente attiva in Italia, seppur soggetta a tutti gli effetti alle norme del noleggio con conducente dettate dalla legge n. 21 del 1992; del resto è bene ricordare che oltretutto la legge n. 21/92 è stata modificata per renderla con contenuti e prescrizioni più stringenti con il Decreto Legge 14 dicembre 2018 n. 135 convertito in legge 11 febbraio 2019 n. 12.

Nel frattempo tuttavia che il Tribunale di Roma revocava la precedente Ordinanza la questione si arricchiva di nuovi sviluppi perchè il Ministero dell’Interno con circolare interpretativa n. 1842 del 2016 rendeva noto di aver chiesto parere al Consiglio di Stato ed affermava che il servizio UBER può svolgersi solo con conducenti abilitati ai sensi del codice della strada, quindi con licenza regolare di NCC. La circolare del Ministero dell’Interno viene subito contrastata dall’azienda americana che chiede al Consiglio di Stato la sospensione dell’efficacia del decreto di riforma degli NCC e della circolare interpretativa, ma i supremi giudici amministrativi della III Sezione, con l’Ordinanza n. 5065 del 4 ottobre 2019, negano la sospensione e rimettono la questione di merito al TAR Lazio. Negando la sospensione dell’efficacia della circolare interpretativa e del decreto di riforma degli NCC di fatto rimanevano e rimangono a tutt’oggi in vigore le norme che impongono ai noleggiatori di iniziare e terminare il servizio presso la propria rimessa, il rilascio della licenza da parte del comune, come pure l’obbligo di compilare il foglio di servizio anche per le prenotazioni on line.

I CONTROLLI

Tenuto conto di quanto sopra, al fine di un controllo degli organi di polizia come considerare dunque il trasporto di persone effettuato da soggetti privati che utilizzano App ?

Senza dubbio si può affermare che l’App Uber-Pop, la piattaforma che per un breve periodo in Italia ha permesso a chiunque di utilizzare la propria automobile per portare a destinazione clienti in giro per le città senza licenza, attualmente NON può essere utilizzata, mentre dobbiamo riconoscere che l’utilizzo dell’App Uber Black deve considerarsi lecito purchè il servizio sia reso da titolari di licenza NCC o TAXI.

Quindi durante un controllo stradale in caso di accertamento di trasporto di soggetti estranei al conducente, effettuato da un privato privo di licenza Taxi o NCC e dietro corrispettivo, deve essere contestata la violazione dell’articolo 85 CdS e l’applicazione della sanzione del comma 4 dello stesso articolo ovvero la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 173 a € 694; la violazione comporta anche la sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI del Codice della Strada. Ricordiamo che ai sensi dell’articolo 82 comma 4 del Codice della Strada 4 si ha l’uso di terzi quando un veicolo è utilizzato, dietro corrispettivo, nell’interesse di persone diverse dall’intestatario della carta di circolazione.

Si tratta certo di un controllo di non facile realizzazione tenuto conto che i passeggeri potranno dissimulare la loro presunta “amicizia” o parentela con il guidatore e quindi giustificare il trasporto, ma una verifica accurata soprattutto con modalità “civetta” potrà smascherare questi “usi impropri” che soprattutto nelle città turistiche o sedi di aeroporti e porti rappresentano ancora fenomeni esistenti.

LE UBER APP UTILIZZABILI

Sulla liceità invece della App Uber Black non si può dubitare, si consideri che attualmente Uber, già presente in otto città italiane, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Torino, Catania, Palermo e Napoli, ha nel maggio 2022 stretto un accordo con il consorzio TAXI presente in 90 città italiane con il quale coloro che hanno un account Uber potranno prenotare via app un servizio di mobilità. Di recente poi proseguendo il proprio piano di espansione sul territorio nazionale Uber ha esteso il servizio operato da Ncc e Taxi, nelle principali località venete e così in tutta la regione, e a partire da Treviso, Verona, Venezia (Mestre) e Padova, sarà attivo il servizio “Black” e “Uber Van” con vetture in grado di ospitare fino a 6 passeggeri, operato da operatori Ncc. Inoltre, grazie alla partnership con il consorzio “It Taxi”, a Mestre, Vicenza, Padova e San Donà sarà disponibile il servizio “Taxi”.

Ma quali sono le caratteristiche del servizio UberBlack ?

Il servizio Uber Black – e Uber Van viene svolto con vetture in grado di ospitare fino a 6 posti da parte di titolari di licenza NCC e gli utenti dell’app Uber beneficiano di diverse funzionalità, come la possibilità di avere informazioni sull’autista, il modello dell’auto e conoscere il prezzo della corsa in anticipo, dividere il costo della corsa, visualizzare il percorso del proprio spostamento.

Attraverso il sistema di anonimizzazione, passeggeri e autisti possono mettersi in contatto telefonicamente o via chat senza condividere il proprio numero di telefono, oltre alla possibilità di accedere al toolkit di sicurezza di Uber e ottenere assistenza in caso di bisogno. Uber Black fornisce anche ai passeggeri la possibilità di selezionare le proprie preferenze in anticipo per quanto riguarda i bagagli da portare a bordo, le modalità di conversazione con l’autista e la temperatura interna al veicolo e non ultimo sono garantite le funzionalità di riservare un viaggio fino a 30 giorni prima, e Guest Ride, ovvero la possibilità di prenotare una macchina per un conoscente, parente o amico.

Le caratteristiche invece del servizio UberTaxi si fondano anch’esse sul presupposto che il servizio è reso da titolari di licenza TAXI, quindi in pieno accordo con le disposizioni interpretative del Ministero dell’Interno contenute nella circolare n. 1842 del 2016. Il servizio è operato da taxi delle cooperative e radiotaxi affiliati al consorzio e per richiedere una corsa basta inserire la destinazione direttamente dall’app Uber e scegliere il prodotto Taxi, per essere abbinati a un autista della piattaforma It Taxi. L’app consente di monitorare l’arrivo dell’auto sulla mappa e aspettare al punto di prelievo, e prima di salire a bordo il cliente dovrà verificare che i dettagli della corsa (autista, modello dell’auto e numero di targa) corrispondano alle informazioni mostrate nell’app. A destinazione il pagamento avverrà direttamente attraverso la app ed il cliente potrà addirittura valutare la corsa, per condividere il proprio parere sul servizio appena effettuato.

Ricordiamo che attualmente l’app di Uber e il relativo servizio è disponibile in 65 paesi nel mondo e in più di 600 città ed anche se gli Stati Uniti restano il mercato principale per questa piattaforma, Uber sta diventando un servizio globale, mentre segue a ruota il Brasile, e per quanto riguarda l’Europa, Londra è la capitale in cui si contano più utenti.

E qual è la situazione a livello europeo?

La Corte di Giustizia Europea è stata chiamata a decidere sulla “natura giuridica” del servizio proposto da Uber a seguito di un ricorso promosso dalla Asociación Taxi Profesional Élite di Barcellona. In pratica si chiede ai giudici di sancire se Uber è un servizio di trasporto o una piattaforma digitale, se è un “telefono intelligente, una piattaforma che consente alle persone di collegarsi l’una all’altra”, o come sostiene l’Asociacion Taxi di Barcelona “semplicemente un servizio di trasporto”.

Se la Corte di Giustizia dovesse considerare Uber “un servizio della società dell’informazione”, allora “il servizio di intermediazione elettronica dovrebbe beneficiare del principio della libera prestazione di servizio, garantita dalla normativa della Comunità europea”.

Dal punto di vista normativo invece nel 2006 l’Ue con la Direttiva Bolkestein 123/2006 ha deciso la rimozione delle barriere al commercio in tutti i paesi membri dell’UE, ma la Direttiva esclude i servizi di trasporto. Per questo motivo la pronuncia della Corte di Giustizia sulla natura giuridica del servizio Uber potrebbe determinare un cambiamento dei servizi di trasporto del futuro.

NON SOLO TRASPORTO, ANCHE CIBO

Sulla scia del successo di alcune piattaforme di consegna alimenti e bevande a domicilio (come Just Eat, Deliveroo etc), Uber ha poi lanciato nel 2014 negli Stati Uniti e nel 2016 a Londra un servizio analogo che si chiama Uber Eats.

Si tratta di un’app che consente di ordinare e ricevere direttamente a casa alimenti e piatti già cucinati provenienti dagli esercizi di ristorazione e somministrazione più vicini. Il servizio si svolge attraverso la creazione di un account, come nel caso del servizio di trasporto Uber, si sceglie cosa mangiare, il locale più vicino e si ordina aspettando la consegna potendo fissare anche un orario preciso di consegna.

IL FUTURO DELLE APP

Già oggi tutti ormai conoscono le chatbot, un qualcosa cioè che molti siti web utilizzano per avviare un dialogo quando gli utenti hanno bisogno di aiuto sul loro sito web. In questo modo possono trovare le FAQ, indirizzarti rispetto ad uno specifico problema o quesito, consigliarti il modo migliore per mettersi in contatto con esperti. Ma questo possiamo dire è già il passato: in che direzione invece andranno le App?

Lo sviluppo delle applicazioni appare pressochè infinito e l’intelligenza artificiale assume sempre più un ruolo determinante anche nella vita di ogni giorno. L’idea che certi compiti, o anche lavori, possano essere fatti automaticamente ci fa sognare ma soprattutto apre lo spazio in aree che fino ad oggi sembravano dove l’uomo fino ad oggi sembrava insostituibile. Basti pensare non tanto al settore dei giochi e del credito, o dell’investimento, ma soprattutto all’assistenza sanitaria dove attualmente primarie aziende mediche stanno collaborando con software house per sviluppare App in grado di diagnosticare i pazienti o abbinarli al miglior trattamento disponibile.

Esistono startup americane che stanno sviluppando una tecnologia che consentirà di restringere la diagnosi di malattie genetiche rare solo “leggendo” i tratti del viso, identificando alcuni segni nella struttura facciale come possibili indicatori di diverse malattie rare. In futuro l’utilizzo di un App dovrebbe consentire che una foto scattata da un medico e inviata al sistema possa identificare le condizioni potenziali di malattie, più rapidamente che in precedenza.  

Altre App nel settore arredamento attraverso la fotocamera permettono all’utente di selezionare un prodotto da un elenco e posizionarlo in una stanza, con possibilità di muoversi intorno all’oggetto per visualizzarlo da differenti angolazioni e avvicinarsi per osservarne i dettagli.

L’edilizia è un altro settore certamente di interesse: un’altra applicazione è in grado di creare una mappa di singole stanze o dell’edificio, per misurazione perimetrali e progettuali, ma anche il Turismo può trarre beneficio da queste innovazioni : con un’altra App è sufficiente inquadrare con la fotocamera le strade limitrofe alla propria posizione per scoprire luoghi di interesse nelle vicinanze, oppure è sufficiente puntare la fotocamera dello smartphone verso il cielo per fruire di una visione dettagliata ed interattiva di costellazioni, pianeti, e satelliti, per non parlare poi  di un’applicazione che permette di aggiungere ologrammi 3D a scene reali: di fatto è sufficiente riprendere qualcuno con la fotocamera, selezionare uno dei personaggi disponibili nel catalogo, anche famosi, e posizionarlo correttamente al centro dell’obiettivo, facendolo interagire con la persona reale. Per gli amanti dei tatuaggi poi è possibile individuare la parte del corpo interessata, scegliere l’illustrazione del possibile tattoo ed un’app ti mostrerà come sarebbe impresso sulla pelle.

L’Intelligenza Artificiale e la sua branca chiamata Apprendimento Automatico (Machine Learning) fondata sull’idea che i sistemi possono imparare dai dati, identificare modelli autonomamente e prendere decisioni con un intervento umano ridotto al minimo, rappresentano il futuro anche dei trasporti. L’intelligenza artificiale nella logistica dei trasporti può analizzare i dati sulle rotte di spedizione, sui modelli di traffico e sulle condizioni meteorologiche e gli algoritmi di intelligenza artificiale possono ottimizzare i percorsi di consegna, riducendo il consumo di carburante e le emissioni. I nuovi sviluppi di App mobili, saranno in grado di migliorare funzioni come il riconoscimento facciale, la rilevazione di frodi nei pagamenti online, l’autenticazione biometrica, e non ultimo l’analisi comportamentale dei consumatori.

Il rilevamento in tempo reale degli incidenti stradali è un’altra delle applicazioni considerate più interessanti per l’Intelligenza Artificiale nel campo dei Trasporti: il sistema di visione artificiale non ha virtualmente alcun limite nel rilevare incidenti, code, condizioni di traffico insolite e simili attraverso un opera di monitoraggio di tutte le telecamere installate.

In questo contesto economico-digitale che avanza, anche il sistema delle autorizzazioni e dei controlli dovrà necessariamente essere modificato radicalmente.

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